Storia delle università

Analisi cartografica e statistica delle università in Europa e in Italia nel Medioevo

di Gustavo Ferrara / pubblicato il 19 ottobre 2016
universita copertina

Nascita e diffusione delle università in Europa

Se la prima università, Bologna, nacque nella penisola italica, la seconda, Parigi, nacque nel cuore dell’Europa, nel regno di Francia. Questo dato cronologico non fu irrilevante, dato che, anche a causa della loro “antichità”, questi due istituti avrebbero mantenuto nei loro campi, rispettivamente giurisprudenza e teologia, un indiscusso primato rispetto agli atenei nati successivamente.
Accanto alle suddette università, riconosciute come prime dalla storiografia, si sviluppavano in misura più ridotta altri centri di studio, come Oxford o Salerno 1, che tuttavia avrebbero necessitato di molto più tempo per ottenere il prestigio necessario ad essere riconosciuti come Studium Generale da uno dei poteri universali2.3
Successivamente, il fenomeno degli Studia si diffuse in tutte le direzioni nell’Europa cattolica, in genere (soprattutto dal XIV sec.) sotto l’auspicio del potere politico o ecclesiastico. Tuttavia non fu sempre così: le prime università nacquero “spontaneamente” come luoghi d’insegnamento privato organizzato; tra quelle successive molte, pur sviluppandosi con la benevolenza e il contributo del potere politico, ebbero come contributo fondamentale per diventare Studia l’arrivo di studenti “migrati” da altri atenei. Altri furono fondati invece con la precisa e determinante volontà del potere politico, che poteva essere comunale (Perugia), signorile (Pavia), papale (Roma) o imperiale (Praga).
Vista la notevole varianza di fondazione, e la mancanza nella maggior parte dei casi di date di fondazione certe, si può “utilizzare” la data di riconoscimento da parte di un potere universale, imperiale o papale, come punto di partenza del percorso ufficiale degli Studia.
Infine, non tutti gli atenei ebbero un percorso lineare: ad esempio, l’università di Cracovia venne fondata nel 1364, ma chiuse nel 1370 e riaprì nel 1400; le università di Lisbona e Coimbra erano in realtà una sola, in continuo trasferimento da una sede all’altra (1290 Lisbona, 1308 Coimbra, 1338 Lisbona, 1354 Coimbra, 1377 Lisbona e 1537 Coimbra); l’università di Firenze venne trasferita a Pisa nel 1473 per volontà di Lorenzo il Magnifico.

Le fondazioni di università nel Medioevo

Le fondazioni di università nel Medioevo

Distribuzione geografica delle università nel Medioevo

fondazioni totali per secolo per area politico-geografica

fondazioni totali per secolo per area politico-geografica

Grafico 1: distribuzione geografica delle nuove fondazioni nel Medioevo. Se si analizza il fattore geografico, si può notare una notevole differenza nel numero di fondazioni a seconda del secolo. Se nell’XI sec. possiamo rilevare l’esistenza di un solo Studium, quello di Bologna, nei due secoli successivi si svilupperanno altri, tutti fuori dalla penisola italiana: negli stati iberici cristiani vengono fondati 6 atenei, nelle isole britanniche 2, in Francia 4. Nel XIV secolo il numero delle fondazioni aumenta notevolmente: su un totale di 22 fondazioni, 9 sono nella penisola italiana, 2 in Francia, 3 nella penisola iberica; la novità è rappresentata dalle fondazioni nell’area germanica del Sacro Romano Impero (5 nuovi atenei) e in Europa orientale (3 Studia in Ungheria). Il XV secolo vede un ulteriore aumento delle fondazioni: 31 nuove università, di cui 3 nella penisola italiana, 8 in Francia, 3 nelle isole britanniche, 4 nella penisola iberica e ben 12 nei territori germanici (compresi quelli sotto dominio borgognone)

Numero degli atenei per stato nel 1492

Grafico 2: numero delle università nel 1492. Alle soglie dell’età moderna, praticamente ogni Stato dell’Europa cattolica aveva almeno uno Studium all’interno dei suoi confini.
A differenza di quanto si possa pensare, l’area a maggior densità universitaria non era la penisola italiana, che contava 15 Studia Generalia (vedere pag. 7 per approfondire), più uno appartenente allo Stato della Chiesa ad Avignone.
L’area a maggior densità era invece il Sacro Romano Impero (esclusi i territori italiani), che contava ben 17 università: Basilea, Colonia, Dole, Erfurt, Friburgo in Brisgovia, Greifswald, Heidelberg, Ingolstadt, Lipsia, Lovanio, Magonza, Praga, Rostock, Treviri, Tubinga, Vienna e Würzburg.
L’Unione di Kalmar aveva due università, quella più antica di Uppsala nel Regno di Svezia e quella più recente di Copenhagen in Danimarca.
Nelle isole britanniche, il Regno d’Inghilterra disponeva di due università (Oxford e Cambridge), e anche il Regno di Scozia (Saint Andrews e Glasgow).
Il Regno di Francia aveva 15 università: Aix, Bourges, Grenoble, Valence, Poitiers, Bordeaux, Nantes, Caen, Cahors, Perpignano, Orange, Angers, Orleans, Tolosa e Parigi.
I due principali regni dell’Europa orientale cattolica, Polonia e Ungheria (quest’ultimo in unione personale con la Boemia), governati dalla dinastia degli Jagelloni, avevano in totale quattro atenei: Cracovia in Polonia, e Fünfkirchen (Pecs), Ofen (Buda) e Presburgo (Bratislava) in Ungheria.
Infine, nei territori iberici della Monarchia cattolica vi erano 11 università: Palencia, Salamanca, Siviglia, Valladolid e Siguenza nel Regno di Castiglia; Barcellona, Huesca, Lerida, Saragozza, Valencia e Palma nel Regno di Aragona. Il Regno del Portogallo disponeva dell’università di Lisbona-Coimbra.

Nascita e diffusione delle università nel Medioevo: il caso della penisola italiana

La penisola italiana fu particolarmente ricca di fondazioni nel medioevo. Queste però non sono facilmente tracciabili, anzi, spesso l’origine degli atenei è oscura, e definire un momento di “fondazione” o “nascita” è alquanto difficile. Si prenda l’esempio di Perugia: se nel 1276 erano state attivate a spese del comune una cattedra di diritto e una di Arti liberali, alle quali si aggiunge nel 1277 una lettura in medicina, sempre finanziata dal comune, bisogna aspettare il 1306 per avere un primo Statuto dell’università, e il 1308 per il riconoscimento ufficiale di Studium Generale, con la Bolla di Clemente V.
A questo punto è meglio relegare le origini della fondazione a un “fattore determinante” quale la migrazione o la volontà di un potere politico senza utilizzare date, e invece utilizzare le date di riconoscimento da parte di un potere universale, imperiale o papale, come punto di partenza del percorso ufficiale degli Studia. Riguardo poi ai poteri universali, fu in netta prevalenza il potere papale (12-14 atenei* di fondazione “su proposta” più 1 di fondazione diretta) rispetto a quello imperiale (3 atenei di fondazione “su proposta” più 2 di fondazione diretta)

fondazioni in Italia

fondazioni in Italia

Le conseguenze delle guerre d’Italia sugli atenei

Il 1494 segnò l’inizio di un periodo di profondi sconvolgimenti. Con la calata nella penisola degli eserciti francesi, sotto la guida del re Carlo VIII, cominciarono una serie di conflitti che avrebbero devastato e insanguinato le terre italiane per più di mezzo secolo. Tutto questo ebbe un forte impatto sulla vita e il funzionamento degli atenei.

Gli atenei che risentirono di più gli effetti delle guerre furono ovviamente quelli nelle aree di passaggio degli eserciti e nei territori contesi, primo fra tutti il Ducato di Milano. Se la guerra era incentrata sul nord Italia già dai primi anni del cinquecento, nel periodo precedente il teatro degli scontri fu l’Italia centro-meridionale. Infatti rileviamo che nelle aree “centrali” dei conflitti gli atenei chiudono per periodi più o meno lunghi, mentre nelle aree “periferiche” le università riescono a rimanere aperte. Prendiamo i casi di Pavia, Padova e Torino: il primo ateneo, situato in posizione strategica nel Ducato di Milano e quindi a lungo conteso tra francesi e spagnoli, subì gli effetti peggiori, rimanendo chiuso nei periodi 1512-16, 1521-22, 1524-25, 1527-31, 1537-38, 1542-45, in correlazione degli eventi bellici e le conseguenti occupazioni militari; il secondo fu chiuso nel periodo 1509-17, in corrispondenza con l’occupazione dei territori di terraferma della Repubblica di Venezia da parte degli stati della Lega di Cambrai, nell’ambito dell’omonima guerra (1508-16); il terzo rimase chiuso quasi ininterrottamente dal 1536 al 1566, in corrispondenza dell’occupazione francese del Ducato sabaudo 4

periodi di chiusura degli atenei 1494 - 1566

Analisi cartografica e statistica delle università in Europa e in Italia nel Medioevo ultima modidfica: 2016-10-19T23:00:37+00:00 da Gustavo Ferrara

Riferimenti e citazioni

  1. Storia delle università in Italia. A cura di Gian Paolo Brizzi, Piero Del Negro, Andrea Romano. Messina : Sicania, 2007. p. 67, 105
  2. Citando uno di questi due casi,  Salerno fu riconosciuta dal potere imperiale nel 1231 per la medicina, ma già dall’XI secolo vi erano presenti delle associazioni di fatto dove s’impartivano insegnamenti. Ibidem, p. 104
  3. Fonte dei dati del capitolo: Paul F. Grendler, Italian Universities and War, 1494-1630, in Le Università e le guerre dal Medioevo alla Seconda guerra mondiale, a cura di Piero Del Negro. CLUEB. Bologna, 2011

Bibliografia

- A cura di Gian Paolo Brizzi, Piero Del Negro, Andrea Romano., Storia delle università in Italia. Messina : Sicania, 2007.

- Grendler Paul F., The universities of the Italian Renaissance.
Baltimore and London : The Johns Hopkins University press, 2002.

- Grendler Paul F., Italian Universities and War, 1494-1630, in Le Università e le guerre dal Medioevo alla Seconda guerra mondiale, a cura di Piero Del Negro. CLUEB. Bologna, 2011.

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